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QUANDO DAL CIELO CADEVANO LE STELLE

5 su 5 in base a 8 valutazioni del cliente
(8 recensioni dei clienti)

15,50 €

COLLANA CORAGGIO
Data di Pubblicazione: OTTOBRE 2016
Pagine: 400
Volume formato: 14×22

COD: 9788898971343 Categorie: ,

Descrizione prodotto

Lia ha tredici anni. È una ragazzina italiana piena di sogni e di allegria, con l’unica colpa di essere ebrea durante la seconda guerra mondiale. Dallo scoppio delle leggi razziali la sua vita cambia, e con la sua famiglia è costretta a rifugiarsi in numerosi nascondigli, a sparire dal mondo. Da quel mondo di cui vuole fare disperatamente parte. Passano gli anni, conditi da giornate piene di vicende, di primi amori, di paure e di speranze, come quella più grande, la speranza che presto la guerra finirà. Ma nessuno ha preparato Lia alla rabbia dei nazisti. Il 16 ottobre 1943, la comunità ebraica del ghetto di Roma viene rastrellata dalla Gestapo e i nazisti le ricorderanno che una ragazzina ebrea non ha il diritto di sognare, di sperare, di amare. Di vivere. Lia sarà deportata ad Auschwitz con la sua famiglia, e da quel giorno avrà inizio il suo incubo. Terrore, lavoro, malattie, camere a gas, morti. E determinazione. Quella che Lia non vuole abbandonare. Quella determinazione che vorrà usare per gridare al mondo di non dimenticare. Quella determinazione che brillerà nei suoi occhi quando il freddo sarà troppo pungente, quando la fame sarà lancinante, quando la morte sarà troppo vicina e quando sarà deportata in altri campi di concentramento.

L’AUTRICE

Sofia Domino (pseudonimo da scrittrice di Federica Pannocchia) è nata a Livorno il 15 ottobre 1987. Ha cominciato a scrivere all’età di sette anni riempiendo prima quaderni e passando poi alla macchina da scrivere e infine al computer. Solitamente scrive per se stessa, per la gioia di farlo. Ama viaggiare e vivere nuove esperienze. Ha vissuto un anno a Londra e vari mesi negli Stati Uniti, ma sono numerosi i viaggi che vuole ancora fare. Nel 2015 ha fondato l’Associazione di volontariato Un ponte per Anne Frank con lo scopo di tenere viva la memoria e di lottare per un mondo privo di discriminazioni, persecuzioni, guerre e ingiustizie. Numerosi i programmi dedicati anche ai bambini e all’importanza dei diritti umani.
Per saperne di più: www.sofiadominolibri.weebly.comwww.unponteperannefrank.org

8 recensioni per QUANDO DAL CIELO CADEVANO LE STELLE

  1. 5 di 5

    :

    La storia racconta la vita di una famiglia di ebrei gli Urovitz, durante la seconda guerra mondiale. E’ diviso in essenzialmente in due parti: la prima in cui la famiglia trova rifugio in vari luoghi di fortuna grazie ad alcuni amici cristiani che nonostante la paura cercano di nasconderli e la seconda parte in cui gli ebrei vengono catturati e deportati nei campi di concentramento. La famiglia è composta da Lia, che è la protagonista (infatti gran parte del romanzo è scritto dal suo punto di vista) il papà Daniele, la mamma Giuditta, la nonna Myriam e i suoi due fratelli: Tommaso e il piccolo Chalom. Sono nascosti a Roma nella cantina di una famiglia cristiana, i coniugi Parisi, dove aspettano fiduciosi la fine della guerra con la paura di essere scoperti. A differenza della mamma che vede tutti gli avvenimenti da un punto di vista negativo, Lia cerca sempre di sperare e vedere la vita come una cosa meravigliosa e questo viene ribadito per tutta la durata del romanzo. Lia cerca di trascorrere le giornate come una normale adolescente della sua età: studia, aiuta nei lavori domestici ma cosa più importante sogna il futuro, vorrebbe diventare un medico per aiutare le persone che stanno male a causa di questa inutile guerra. Durante il periodo che trascorre in cantina con la complicità della famiglia cristiana intraprende uno scambio di lettere con un ragazzo di nome Hadas anche lui ebreo con la speranza di poterlo un giorno conoscere. La situazione si complica quando il padre decide di uscire dalla cantina e recarsi a Modena, lasciando sola Lia e i restanti membri della famiglia. Con il passare del tempo le cose si fanno più difficili e sono costretti a cambiare nascondiglio per recarsi tra gli altri luoghi proprio nella soffitta dove si trova Hadas con la sua famiglia. Il 16 ottobre 1943 la comunità ebraica, del ghetto di Roma viene scoperta dalla Gestapo e gli Urivitz e la famiglia del ragazzo saranno deportati ad Auschwitz. L’autrice è molto brava nel descrivere gli stati d’animo dei vari personaggi. Ci si ritrova molto nel personaggio di Lia e si ripercorre il dramma dei prigionieri costretti a subire ingiustizie e atrocità solo per il fatto di essere ebrei. La ragazzina mentre gli uomini della famiglia vengono rinchiusi ad Auschwitz raggiunge con la madre il campo di Bergen – Belsen. Negli anni che passerà li e in altri campi di concentramento verrà privata del suo nome sostituito da dei numeri tatuati sul braccio, verrà privata delle persone a lei care e del suo amore per Hadas, verrà umiliata e trattata male dai nazisti: alternerà momenti di rabbia e ribellione, con momenti di rassegnazione e stanchezza ma senza mai perdere la speranza perchè al di la del filo spinato la vita non è finita, gli uccelli cantano e nel cielo le stelle brillano ancora. Ringrazio Sofia per aver avermi dato la possibilità di leggere il suo romanzo e ne consiglio veramente a tutti la lettura!

    http://amicidicarta.blogspot.it/2014/04/recensione-quando-dal-cielo-cadevano-le.html

  2. 5 di 5

    :

    (Recensione a cura del blog Bellamente libera)
    Immaginate di essere degli ebrei durante l’Olocausto e che la vostra vita cambi improvvisamente, immaginate di dover trascorrere anni rinchiusi nella cantina di un’altra famiglia perché fuori imperversa la Seconda Guerra Mondiale e, peggio ancora, le leggi razziali. E infine immaginate una ragazzina ebrea di tredici anni che si affaccia alla vita, ma che vede solo morte. Proprio questa ragazzina, di nome Lia, è la protagonista del romanzo “Quando dal cielo cadevano le stelle” di Federica Pannocchia.
    Una storia forte e intensa, tragica e commovente al tempo stesso. Un romanzo, questo, poco adatto a stomaci delicati, poiché getta luce nella ferita più profonda della nostra storia; un romanzo che ha richiesto sicuramente coraggio per essere scritto, ma che richiede altrettanto coraggio per essere letto.
    Questa storia racconta il lungo calvario di una famiglia ebrea, quella di Lia, che vive a Roma fino a quando non viene deportata ad Auschwitz, ed è proprio lì che tutto inizia e tutto finisce per molti ebrei. Lia ha solo tredici anni eppure nulla le viene risparmiato in quell’inferno vivente che è Auschwitz, un luogo in cui non esiste pietà, ma solo orrore, tormento e morte.
    L’autrice non risparmia alcuna crudeltà al lettore e non omette nulla di ciò che accada a Lia dal momento in cui varca la soglia del campo di concentramento. Davanti agli occhi di chi legge si estende un film dell’orrore pieno dei soprusi e delle violenze che i deportati sono costretti a subire ogni giorno. La fame, il freddo, le malattie, le punizioni, le percosse, le camere a gas sono tra i tormenti più significativi descritti nelle pagine di questo romanzo.
    Lia ama la vita, nonostante tutto e tutti, e non smette di sperare che un giorno la guerra finirà e tutti saranno liberati. Spera di poter diventare grande, insieme ai suoi fratelli e che un giorno le stelle saranno visibili soltanto in cielo e non più sulle uniformi a righe degli ebrei.
    Fortunatamente per Lia la liberazione è alle porte. Riuscirà a tenere duro, a resistere fino all’arrivo degli americani? La ragazzina è determinata a non cedere e, nel suo piccolo corpo ridotto ormai a un ramoscello secco, aleggia una determinazione e una fiducia nella vita che ha tutto da insegnare a chi, invece, si scoraggia nel quotidiano per delle banalità. Il destino di Lia è appeso a un filo sottile, rimanete con lei fino alla fine di questo libro, non abbandonatela e lo conoscerete anche voi.
    Al termina di questa lettura, che tocca il cuore e l’anima, non si può non avvertire una nuova forza trasferirsi dentro di sé, quella di una ragazzina che ha avuto il coraggio di scommettere sulla vita nonostante l’avvicinarsi della morte.
    Lia non si è arresa perché, come ci ricorda lei stessa, la vita è bella.

  3. 5 di 5

    :

    Recensione presente sul blog The Book Of Writer

    Il libro parla dell’olocausto ai tempi della Seconda Guerra Mondiale.
    Lia la protagonista è una ragazzina di tredici anni, sogna di diventare dottoressa e poter curare gli ammalati. Dopo lo scoppio della Guerra e delle leggi razziali, Lia e la sua famiglia sono costretti a nascondersi, essendo ebrei.
    L’aiuteranno i Parisi a nascondersi nella loro cantina. Così inizia la prigionia (se così si può chiamare) di Lia che non potrà più uscire, giocare, ridere e scherzare ed andare a scuola.
    Gli anni passano e Lia spera che la Guerra finisca per poter tornare libera, ma così non è, quando pensavano di essere salvi dai campi di concentramento qualcuno che pensavano fosse loro amico li tradisce.
    Questo libro fa molto riflettere e tratta di un argomento che ancora oggi è inconcepibile per chi non ha vissuto quegli anni: gli anni dell’orrore, gli anni della guerra, gli anni della paura, gli anni della povertà, gli anni di chi ha combattuto per rendere il paese libero da quelle persone che un cuore non c’è l’avevano.
    Questo libro è come un fulmine a ciel sereno, ti entra dentro e te ad ogni pagina speri e preghi che Lia e la sua famiglia sopravviva a questi orrori.
    Devo essere sincera ho faticato a leggere il libro, non perché non mi sia piaciuto ma perché ad ogni pagina, ad ogni orrore che ho letto ho pianto come se vivessi io stessa le cose che l’autrice ha scritto.
    Cose che purtroppo sono vere e che molti sopravvissuti all’olocausto ricorderanno per sempre perché hanno inciso non solo sulla pelle ma anche dentro il loro cuore e la loro mente.
    È un libro che parla di ciò che è successo durante la Seconda Guerra, quindi se avete uno stomaco delicato non leggetelo, per chi invece ama questo genere di libro che parla della storia beh cosa aspettate lo dovete assolutamente leggere.
    L’autrice ti farà entrare nella storia come se fossi te a vivere in prima persona gli orrori che vive Lia e la sua famiglia è come se vi trovaste dentro la cantina con loro.
    Lia è una ragazzina fiduciosa, piena di speranza e di sogni, ripete sempre che la vita è bella anche quando si trova rinchiusa ad Auschwitz un luogo dove esiste solo paura, orrore e morte.
    Lia vede morire molte persone e lei spera di sopravvivere a tutto ciò per ritornare liberà e realizzare i suoi sogni.
    Se volete scoprire se Lia e la sua famiglia sono riusciti a tener duro agli orrori del campo di concentramento ed ad essere liberati dagli americani non vi resta che leggere il libro.
    Leggetelo, leggetelo, leggetelo, non ve ne pentirete, date retta ad una che ha pianto mentre leggeva il libro. Si, è vero sono sempre stata sensibile su queste cose, non posso vedere film o leggere libri che parlano di questo argomento senza piangere e non mi vergogno a dirlo.

  4. 5 di 5

    :

    Buongiorno a tutti! Sul nostro blog EC_Shivers’ potete trovare la recensione del libro di Federica Pannocchia. https://ecshivers.com/2017/01/24/quando-dal-cielo-cadevano-le-stelle/

    Premessa: quando mi trovo davanti ad un romanzo, ambientato nella Seconda Guerra Mondiale, e che tratta temi delicati, come lo sterminio degli ebrei, generalmente sono piena di scetticismo e pregiudizio. Mi chiedo: chi lo ha scritto si sarà documentato bene sugli eventi, o si sarà fatto prendere la mano dalla vena di romanziere? Il libro sarà ricco di patetismi e di dettagli violenti? Cosa c’è ancora da dire sull’Olocausto, che non sia già stato detto? In poche parole, passo oltre e leggo altro.

    Devo dire, però, che il libro di Federica Pannocchia (nome d’arte per Sofia Domino), mi ha positivamente colpito. Prima di iniziare il romanzo, ho letto la Nota dell’autrice, e ho scoperto che Sofia, pur essendo giovanissima (classe 1987), non ha lasciato niente al caso; si è attentamente documentata, ha incontrato sopravvissuti, e con consapevolezza e
    sensibilità, ha maturato, profondo dentro di sé, il desiderio di dare un contributo alla memoria e alla speranza. Memoria di tutti quei sogni uccisi da un’ideologia politica, di chi è stato internato in un campo di concentramento ed è diventato un numero, prima di scomparire in una nuvola di fumo. Speranza in un mondo migliore, fatto di pace e rispetto, in cui tali tragedie siano solo un ricordo del passato. L’intento mi sembra del tutto onorevole.

    “Quando dal cielo cadevano le stelle” narra la storia di Lia, una ragazzina ebrea di tredici anni, che ama ridere e scherzare, e che è piena di vitalità. Una vitalità, che però, le leggi razziali di Mussolini e l’odio dei tedeschi fanno di tutto per distruggere.

    La famiglia di Lia, come quella di Anna Frank, è costretta a rifugiarsi in un nascondiglio, per sfuggire ai rastrellamenti. Giorno dopo giorno cerca di mantenere la normalità di sempre, ma la scarsità di cibo e la paura di essere scoperti rendono tutto più difficile. Il 16 ottobre 1943 non sfuggirà alla deportazione dal ghetto di Roma, ad Auschwitz.

    Per Lia sarà l’inizio di un incubo, ma quest’esperienza accrescerà anche la sua determinazione nel gridare al mondo di non dimenticare. La stessa determinazione la spingerà a credere nella vita, nonostante tutto quello che succede intorno a lei. Perché non esistano mai più le divise a righe, perché nessuno sia più identificato con un numero tatuato su un braccio o in base ad una stella cucita sulla veste.
    Perché dal cielo non cadano più le stelle.

    Cat.

  5. 5 di 5

    :

    In questo libro si parla di una famiglia ebrea, composta da sei persone, che vive nel periodo della Seconda Guerra Mondiale. Immediatamente ci affezioniamo a loro, come se fossero parte della nostra vita, in particolare Lia, la protagonista, che riflette i sogni, i pensieri e le speranze di una generazione incerta sul futuro, che non sa cosa sara’di essa perche’in balia di forze distruttrici che vorrebbero sterminarla. La scrittrice, attraverso la sua penna, ci rende partecipi di questo dolore corale usando un linguaggio semplice che arriva al cuore. Lia, di fronte alle avversita’, non si arrende si aggrappa sempre alla speranza che e’e restera’sempre il piu’bel dono che Dio abbia dato agli uomini. Consiglio vivamente questo libro a chiunque voglia avvicinarsi o approfondire la tematica della Shoah, affinche’tragedie simili non accadano mai piu’

  6. 5 di 5

    :

    Straziante.
    Intenso.
    Duro.
    Profondo.
    Basterebbero questi quattro aggettivi? Sì, perché racchiudono il senso della follia umana; No, perché in questo libro c’è molto di più.
    Non mi è facile descrivere o parlarvi di questo romanzo o meglio per come l’ho vissuto io, un vero documentario di una delle pagine più scure della nostra storia.
    A tutti fa paura la guerra. I nostri nonni, i nostri genitori, l’hanno vissuta sulla loro pelle e a noi non resta che riviverla attraverso i loro occhi e i loro racconti, ma quello che ci fa più riflettere sono i loro silenzi.
    Questo libro è scritto attraverso gli occhi di una ragazzina, la gioia di vivere in persona che non si è mai fatta piegare dalla guerra, non si è mai fatta piegare dall’uomo e dalla sua malvagità; una ebrea come tanti nella Roma degli anni 40 in pieno secondo conflitto mondiale, una ragazzina costretta a rimanere rinchiusa per anni in una cantina, in una soffitta e poi come se non fosse sufficiente separata dalla famiglia e rinchiusa in un campo di concentramento.
    Ma lei Lia non si è mai fatta piegare dall’uomo, il suo spirito forte e la sua luce illuminavano l’oscurità della cantina o della soffitta o di quel campo.
    La storia ci dice chi siamo, anche se in questo libro ci sono personaggi inventati, la storia resta storia, e tra queste pagine c’è tanta ricercatezza. Ogni parola, ogni frase sono scritte con passione, sentimento e rispetto nei confronti di chi non c’è più, di chi è stato “annullato dall’uomo” ma il suo ricordo riecheggia nell’eternità.
    Il racconto gira intorno a una ragazzina e alla sua famiglia. Attraverso gli occhi di Lia vedi la cantina, conosci i suoi genitori, la sua amata nonna e i suoi fratelli, vivi con lei il trascorrere del tempo, le paure, le discussioni, e vivi la sua maturazione nata non solo dalla guerra ma dal fatto di non volersi piegare al pessimismo della madre, senti dentro questa immensa gioia di vivere che spesso dimentichiamo perché diamo tutto troppo per scontato.
    Leggi di Lia, delle paure durante i bombardamenti, vivi ogni spostamento con terrore, vivi il rastrellamento con angoscia e quel dopo rastrellamento che tutt’ora fa tanta paura e fino alla fine speri con lei, soffri con lei, lei che porta il sole ovunque vada. Lei che insieme alla sua famiglia è stata venduta per soldi. Sì, perché l’uomo è anche questo, l’uomo è in grado di fare cose meravigliose ma il più delle volte è orribile, è spregevole, è meschino, il perché non si sa, o forse sì.
    Un libro che nonostante tutto parla di speranza, di gioia di vivere e di momenti felici, nonostante il terrore, la paura, in una Roma fatta di macerie, di bombe e di occupazione, ma fino alla fine c’è una luce e questa luce è la gioia che risiede dentro una ragazzina che deve fare i conti con le sue prime dolci esperienze e al contempo deve fare i conti con la dura realtà, fatta di soldati e quel baratro oscuro che si chiama guerra, ed è la dimostrazione che alla fine non ci sono né vincitori, né vinti, ma solo dolore e distruzione, di perdite e di sogni infranti, e se sei ancora in grado di respirare, alla fine di tutto, devi vivere, devi vivere per chi non c’è più e devi farlo intensamente nonostante si porti un peso nel cuore e un dolore che non passerà mai.
    Sono rimasta colpita, questo libro è di una realtà spiazzante, bello nella sua crudeltà per via del tema trattato, ci sono ricerche approfondite e si vede, anzi si legge. Nulla è scritto tanto per far volume.
    Federica Pannocchia ha fatto un lavoro meraviglioso, e questo librò merita di essere nelle librerie di tutti perché è uno specchio di quello che siamo stati, di quello che abbiamo vissuto anche se in forma di romanzo.
    È un libro che ti lacera l’anima ma nonostante questo ti trasmette gioia di vivere.
    Spero di aver reso giustizia a questo libro così intenso e coinvolgente e per nulla scontato anche se si conosce la storia.
    Voto 5 Recensione acura di Ironlady per il blog Emozioni fra le pagine

  7. 5 di 5

    :

    “Quando dal cielo cadevano le stelle” è un libro straordinario e commovente che ti entra nel cuore fin dalle prime pagine.
    Ambientato a Roma, durante la seconda guerra mondiale, racconta la storia di Lia: una ragazzina ebrea di tredici anni dall’animo dolce, sensibile, con un grande amore per la vita, costretta a nascondersi con la sua famiglia in vari rifugi della città per sfuggire ai nazisti e alla deportazione nei campi di concentramento.
    Con spiccato talento e con una scrittura intensa e decisa, la giovane scrittrice Federica Pannocchia ha saputo trasportarmi all’interno del più grande orrore del Novecento, facendomi conoscere fatti storici che non avevo mai approfondito prima.
    Un’ efficace intuizione quella di inserire nella prima parte, nelle case dove Lia si nascondeva, i notiziari dell’epoca che venivano trasmessi alla radio. Un lavoro di documentazione veramente ben dettagliato di avvenimenti particolarmente significativi come la deportazione del 16 ottobre 1945 del ghetto ebraico di Roma e i devastanti bombardamenti alleati.
    Impossibile non affezionarsi alla piccola protagonista Lia e condividere con lei tutte le paure, le inquietudini, le domande sul perchè di così tanta ferocia negli uomini. Scopri un pò alla volta una luce di speranza in lei e non sei più capace di staccartene. Lei sapeva donare tanta pace e coraggio a tutte le persone che incontrava, anche nei momenti più difficili vissuti nel campo di Auschwitz-Birkenau, tra sofferenze e umiliazioni di ogni genere. La storia è così coinvolgente che a volte percepisci un senso di impotenza e di scoraggiamento ma è Lia che ti dà la forza e ti dice che “la vita è meravigliosa” nonostante tutto. Per non arrendersi a lei bastava un piccolo fascio di luce che entrava dalla botola di un nascondiglio, una fessura per vedere un pezzetto di cielo dai carri bestiame diretti ai campi di sterminio.
    I momenti che ti rimangono impressi nella memoria sono tanti, come la corrispondenza con l’amico Hadas e quell’indimenticabile atmosfera dove entrambi guardando di notte dalla finestra nella soffitta del loro nascondiglio, vedono Roma prima del coprifuoco. E’ una città avvolta nel buio e nelle tenebre della guerra ma Lia ci insegna che bisogna staccarsi dalle brutture degli uomini e cercare, da qualsiasi angolazione, la gioia profonda nelle cose della natura.
    Un libro che una volta letto non si può dimenticare e che ti lascia senza parole. Viene il desiderio, in una notte libera da nuvole, di guardare le stelle del cielo e cercare Lia, la sua luce, il suo sorriso, insieme a quello di Anne Frank e di tutte le vittime di quell’immane tragedia che è stata la shoah.

  8. 5 di 5

    :

    Recensione presente sul blog 365 Days Of Books <3
    Premetto che ogni volta che guardo o leggo storie sugli Ebrei e sullo sterminio, già mi immagino le cose più spaventose e orribili che sono accadute, le ho sempre odiate ma devo ammettere che anche se non sono tanto belle dobbiamo leggerle e studiarle in modo che noi giovani, che siamo il futuro della società, possiamo capire cosa è stato fatto in passato, in modo da non farlo succedere nuovamente (almeno si spera). Detto questo posso iniziare.

    Il romanzo racconta il lungo calvario di una famiglia ebrea, quella di Lia, che vive a Roma, fino a quando non viene deportata ad Auschwitz: ed è proprio lì che tutto inizia e tutto finisce per molti ebrei. Lia è una ragazza di soli tredici anni eppure già a questa tenera età, è costretta ad assistere ad eventi davvero orrendi, ai quali nessuno e dico NESSUNO dovrebbe mai assistere.
    La scrittrice inserisce all'interno del romanzo scene molto forti, alle quali Lia è costretta ad assistere dall' inizio fino alla fine della sua permanenza in quella "prigione". Man mano che si va avanti nella lettura, ci sembrerà di imbatterci in un vero e proprio film dell'orrore: la fame, il freddo, le malattie, le punizioni, le percosse, le camere a gas sono gli elementi che caratterizzano la narrazione dei fatti (io più andavo avanti e più avevo un ansia terribile).
    Lia ama la vita, nonostante tutto e non smette di sperare che un giorno la guerra finirà e che tutti saranno liberati.
    Fortunatamente per Lia la liberazione è alle porte. Riuscirà a tenere duro, a resistere fino all' arrivo degli americani? Questo tocca voi scoprirlo solo leggendo, perché io non vi dirò nulla! :)
    Libro molto pesante, in quanto tratta di argomenti duri e dolorosi, ma ogni tanto è un bene leggere libri del genere, proprio per non dimenticare di cosa gli uomini sono stati capaci di fare in passato, e per far sì che questo porti nelle generazioni future, una coscienza più sana e altruista; di fare degli uomini individui capaci di accettare e abbracciare le differenze individuali.

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