Acrosticini Romani

 

copertina acrosticini romani

 

Domenico Sacco, definito “l’Acrosticator Cortese” per la sua abilità nel comporre acrostici in rima, scrive versi fin da ragazzo. Allievo di terza media lanciò la moda di inserire composizioni poetiche nei temi d’italiano ed ha sempre considerato la poesia come una presenza indispensabile nella sua vita.

L’Autore, con una significativa formazione giuridica e sociologica, ritiene che la poesia dovrebbe spaziare in ogni campo ed incidere, come in passato, nella vita civile, nella politica e nelle relazioni interpersonali. Per questo si impegna con performances e versi d’occasione nelle più varie forme: l’ironia, la satira, l’invettiva ed anche il gioco. Domenico Sacco gioca infatti, anche con la sua manualità, realizzando gioielli scultura, mosaici, maioliche decorate a terzo fuoco e tanto altro ancora.

Nel maggio 2014 esce il suo libro di ricette tradizionali di Roma e del Lazio, Acrosticini Romani edito da Eden Editori.

Acrosticini Romani, di Domenico Sacco, è una vera novità nel campo editoriale in quanto realizza una sintesi mai fatta prima fra poesia giocosa, ricette della cucina romana e acrostico in rima. L’Autore usa, con stile abile e gradevole, il gioco poetico dell’acrostico in modo che le iniziali dei versi, lette verticalmente, formino i nomi dei piatti, dei vini e delle acque minerali di Roma e del Lazio. Quest’opera gioiosamente divulgativa dà ampio risalto ad una tecnica quasi “in via di estinzione” e che, in passato, era utilizzata prevalentemente per indovinelli, giochi di società, messaggi segreti. L’argomento prescelto è in sintonia con l’attuale esigenza di considerare cibo e bevande come un’ importante e significativa espressione e risorsa della cultura del territorio.

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